Un cerchio dopo l’altro – Anno V

 

  Ogni 72 ore viene commesso un femminicidio: un dato agghiacciante su cui necessita una seria riflessione. Mercoledì 20 marzo, in seno all’annuale incontro “Un cerchio dopo l’altro”, la dottoressa Mariagrazia Felicioli, Presidentessa dell’Associazione “Insieme per la vita”, e la criminologa dott.ssa Mariolina Malgioglio, hanno delineato  un quadro chiaro e puntuale di due aspetti connessi al fenomeno.

   L’avanzare increscioso di eventi criminosi sono certamente legati ad un innegabile regresso culturale: l’homo biologicus- che annida in sé la parte recondita legata alle pulsioni istintuali- sembra sorpassare l’homo societatis – che fa sbocciare  dalla sua intelligenza cultura ed educazione.  Così la Felicioli ha puntato il cuore del suo intervento sulla necessità di conoscere per agire e, soprattutto, educare per prevenire. Il dramma assume connotati antropologici contro cui esistono armi:  conoscenza, consapevolezza di sé e  coraggio nel denunciare.

   L’aspetto strettamente giuridico è stato affrontato dalla dott.ssa Malgioglio che ha sottolineato la necessità di vigilare sullo status dei diritti acquisiti perché essi non lo sono in assoluto e in eterno. La recrudescenza del fenomeno è infatti correlata alla sopraggiunta fragilità  della cognizione dei diritti: il termine “femminicidio” è infatti correlato all’uccisione di una donna in quanto ribelle rispetto a canoni patriarcali che, con ogni evidenza, non sono mai stati superati.

   Toccante e vibrante la testimonianza di Vera Squadrito e Giovanna Zizzo,  due mamme “ergastolane del dolore” che, in nome delle loro figlie, Giordana e Laura, hanno intrapreso una personale battaglia di informazione perché quanto accaduto a loro  possa non accadere più.